Il Welfare Pubblico di TreCuori

 

La piattaforma di TreCuori fin dall’inizio della propria attività è stata scelta da chi intendeva realizzare progetti di “welfare pubblico”, dove questo termine aveva una connotazione “ampia” e identificava ad esempio i progetti di marketing sociale nei quali i beneficiari dei contributi TreCuori erano cause sociali di interesse comunitario.

Nel tempo poi la piattaforma TreCuori è stata adottata anche per progetti con una valenza più tipicamente di “welfare pubblico”, dove cioé i beneficiari diretti sono i cittadini che ricevono contributi a loro destinati dalle amministrazioni pubbliche.
Questo vale non solo nel caso dei cittadini per i quali lo stato di bisogno dipende esclusivamente dalla situazione reddituale – probabilmente la tipologia di welfare pubblico più nota – ma anche nei casi in cui è correlato a molteplici fattori, dove i parametri reddituali non per forza corrispondono di per sè a situazioni di fragilità.

Questo è il caso ad esempio dei bandi pubblici che hanno lo scopo di favorire la conciliazione vita-lavoro delle famiglie con figli ed entrambe i genitori lavoratori supportandole economicamente nei periodi di chiusura scolastica quando devono fare ricorso a servizi di assistenza dei minori.

Più recentemente, misure di questo tipo si sono ulteriormente sviluppate in seguito all’emergenza sanitaria e alle misure di sostegno al reddito che il governo ha stanziato in favore dei cittadini che hanno visto sensibilmente ridotta la propria possibilità di lavorare e quindi di ottenere entrate economiche. Tra queste forme quella del “bonus alimentare” è una delle più rilevanti, sia in termini di valori assoluti, sia di diverse modalità di erogazione.
Le amministrazioni comunali si sono trovate infatti nella difficoltà di poter distribuire queste risorse in tempi quanto più possibile veloci, ma anche di farlo nel modo più utile possibile sia per i beneficiari che per gli altri soggetti coinvolti, quali gli erogatori dei beni e dei servizi e gli amministratori pubblici stessi.

I territori che scelgono TreCuori anche per queste funzionalità hanno la possibilità di offrire ai cittadini beneficiari di queste misure uno strumento efficace e rispettoso della loro dignità ed alle imprese del territorio la garanzia che quelle risorse pubbliche siano spese presso di loro, in una logica di economia circolare che attiva un circolo virtuoso per il bene comune.

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Un’intera pagina del Corriere della Sera sul Welfare di TreCuori

I piani di welfare aziendale di TreCuori sono usati da più di 50mila lavoratori in tutta Italia. “Da Siracusa a Bolzano Da Roma a Milano. Da Cortina d’Ampezzo a Porretta Terme”, elenca il direttore Alberto Fraticelli. Oggi, questa società benefit nata nel 2013 in Veneto, serve oltre 2mila aziende, grandi, medie, piccole e micro. A tutte propone di usare il welfare aziendale per accrescere il benessere dei dipendenti, per migliorare la produttività, ma anche per portare il più possibile sul territorio i benefici di questo strumento. E non è una scelta scontata.

Tecnicamente, TreCuori è un provider di welfare aziendale: accompagna le imprese nell’offrire ai loro dipendenti beni o servizi per il benessere personale e famigliare. In pratica, un provider viene pagato da un’azienda affinché costruisca un piano welfare, trovi delle aziende terze che eroghino i servizi inclusi nel piano e consenta ai lavoratori di usufruirne, spesso attraverso una piattaforma digitale. Le opzioni sono innumerevoli: dai buoni spesa ai servizi per minori e anziani, dalla previdenza complementare alle attività ricreative. 

“Il welfare aziendale è un ambito complesso: i provider sono intermediari e facilitatori”, spiega Emmanuele Massagli, presidente dell’Associazione Italiana Welfare Aziendale (AIWA), che è nata nel 2017 e riunisce oggi sedici dei maggiori provider nazionali. Il mercato nel quale operano, negli ultimi anni, è cresciuto in maniera rapidissima e a tratti disordinata. Secondo il rapporto del Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare, “i dipendenti coperti da interventi di welfare aziendale gestiti dai provider sono quadruplicati, passando da poco meno di mezzo milione nel 2015 a quasi due milioni nel 2018”. Sommati, i budget di welfare a loro disposizione valgono 750 milioni di euro, per una media ponderata di 558 euro a testa all’anno che, però, viene mediamente utilizzata solo per il 74 per cento. 

Sono dati che, da un lato, dicono quanto il welfare aziendale riguardi ancora una minoranza dei lavoratori, ma che, dall’altro, ne evidenziano anche le grandi possibilità di crescita. Ed è in tal senso che l’esperienza di TreCuori è particolarmente interessante. Non tanto per i numeri, che sono ancora molto piccoli, quanto per la modalità di intervento.

Ricadute sul territorio

“Ci rivolgiamo ad imprese di tutte le dimensioni, soprattutto piccole, medio e micro, per le quali non è così facile fare welfare azien dale con ricadute positive sul territorio”, riprende Fraticelli. “Lavoriamo molto con le PMI, consulenti aziendali e associazioni di categoria: gli erogatori dei servizi inclusi nei nostri piani siano quelli scelti liberamente dai lavoratori, quindi spesso quelli locali”. A differenza di molti altri provider, TreCuori non chiede commissioni agli erogatori, che sono (gratuitamente), abilitati all’incasso su richiesta loro o dei lavoratori. Inoltre TreCuori, sostiene il terzo settore, nel caso in cui un erogatore sceglie di destinare una parte del guadagno ottenuto grazie ai piani welfare a onlus, società sportive, gruppi di volontariato della zona, anch’essi presenti sulla piattaforma.

Stimolare l’economia locale

Pur avendo un modello peculiare, TreCuori non è non è l’unico provider attento al territorio. Secondo il ricercatore di Percorsi di secondo welfare Valentino Santoni, vi sono anche altri esempi positivi, accomunati da tre azioni specifiche. “Analizzare molto bene i bisogni dei lavoratori: cosa serve loro e cosa il contesto già offre. Scegliere fornitori di qualità, privilegiando quelli del posto, per stimolare l’economia locale. Accompagnare i lavoratori perché conoscano bene quel che l’impresa offre”. Infine, allargando lo sguardo, per Santoni “è auspicabile che anche i provider entrino a far parte di reti territoriali composte da attori diversi: istituzioni, enti pubblici, enti erogatori, realtà profit e non profit”.

È il caso della provincia di Lecco, dove TreCuori partecipa a Valoriamo, un ampio progetto che parte dal welfare aziendale per creare opportunità di occupazione e formazione per chi è senza  lavoro. Oppure è il caso di Tradate, in provincia di Varese, dove la cooperativa CGM ha unificato su una piattaforma digitale tutta l’offerta di welfare pubblico, territoriale e aziendale. O, ancora, è il caso di un capoluogo di provincia che, grazie alla collaborazione tra un provider e una fondazione bancaria, offrirà presto i servizi di welfare aziendale pensati per i dipendenti di un’impresa anche ai cittadini seguiti dai servizi sociali del Comune.

Secondo Massagli di AIWA, “in queste situazioni vincono tutti: le imprese, i lavoratori, le parti sociali e lo stato”. Lo stato perché ha un maggior gettito fiscale e una più ampia offerta di servizi; le parti sociali perchè arricchiscono il welfare territoriale; i lavoratori perché beneficiano direttamente del welfare aziendale; le imprese perché, da un lato, migliorano la produttività e, dall’altro, ottengono quegli sgravi fiscali che sono stati introdotti dalla normativa tra 2016 e 2018 e sono stati confermati anche dall’ultima Legge di Bilancio. Sempre in materia di welfare aziendale,  il Governo ha stanziato 74 milioni di euro per nuovi progetti. “Considerato che vi possono accedere tutte le imprese italiane, sono poche risorse”, commenta Santoni. “Servirebbero interventi in grado di coinvolgere più aziende”.

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CONFCOMMERCIO PORTOGRUARO: IL WELFARE AZIENDALE E MARKETING SOCIALE PER LE IMPRESE

Grazie a Think Tank Nord Est e a Confcommercio per l’invito a raccontare alle imprese presenti le opportunità del welfare attivato da TreCuori: libertà per i lavoratori, accessibilità anche per le PMI, coinvolgimento dei fornitori di prossimità per un welfare che non è solo aziendale, ma diventa territoriale. Un circolo virtuoso per il bene comune che nasce dalla volontà delle aziende di azzerare costi contributivi e fiscali e diventa uno strumento per migliorare il clima e la produttività dell’azienda e il benessere del territorio e di tutti i soggetti che lo vivono. 💙🧡💚 Nel servizio di V.O.I. il reportage dell’evento e vi invitiamo al prossimo martedì per un nuovo convegno di Confcommercio su TreCuori ed il marketing sociale.

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CONVEGNO: + LIBERTÀ + VALORE = WELFARE

 

Il convegno di Confartigianato Cremona sulle ultimissime novità del Welfare Aziendale.

Confartigianato Cremona presenta il nuovo, importante, “Servizio Welfare”.
Martedì 15 ottobre, alle ore 18.00, presso la Sede di via Rosario a Cremona (Sala Riunioni – 3° piano), si è tenuto il convegno per illustrare le novità ed i vantaggi del Welfare Aziendale.
Ne abbiamo parlato con: Antonella Pinzauti, direttore generale dell’impresa sociale del sistema Confartigianato e Alberto Fraticelli, co-founder & direttore generale di Sisport S.s.d.p.a. -TRECUORI SPA SOCIETA’ BENEFIT.

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I CASI STUDIO DI WELFARE AZIENDALE SORPRENDENTI! Interventi e formazione sul Welfare: benefici e opportunità.

 

 

Durante il convegno gli esperti del settore hanno dato una panoramica delle opportunità del welfare come strumento fondamentale per ottenere il massimo dei benefici fiscali e il grande incremento di produttività.

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IL WELFARE CON CONFCOMMERCIO VENETO A PADOVA

 

Il focus di questo incontro è stato il Welfare Aziendale e Territoriale

Il convegno si è posto l’obiettivo di approfondire il tema del welfare aziendale e delle sue ricadute nel territorio. Gli esperti del settore hanno dato una panoramica delle opportunità del welfare come strumento virtuoso per tutti i soggetti coinvolti. Attraverso le testimonianze di aziende e lavoratori si ha avuto l’occasione di conoscere i vantaggi del welfare dal punto di vista di coloro che l’hanno sperimentato con successo.

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IL CONTRATTO INTEGRATIVO TERZIARIO APRE AL WELFARE

Il convegno di Confcommercio Vicenza sull’Integrativo Territoriale ha aperto nuove prospettive sull’economia circolare a vantaggio delle attività di vicinato

[tratto da www.confcommerciovicenza.info]

Sala gremita di imprenditori e consulenti del lavoro al convegno sulla modifica al Contratto Integrativo Territoriale del Terziario, che si è tenuto mercoledì 28 febbraio nella sede della Confcommercio di Vicenza. Un segnale, evidentemente, dell’interesse suscitato Continue reading

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