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23 Giugno 2026Welfare CCNL metalmeccanici: tutto quello che la tua Azienda deve sapere
Se la tua Azienda rientra nel settore metalmeccanico – industria, il CCNL di riferimento prevede, all'art. 17, l'erogazione entro il 1° giugno di ogni anno di un importo di 250 € in favore dei tuoi collaboratori, da riconoscere sotto forma di strumenti di welfare aziendale, tra cui buoni spesa (fringe benefit), rimborsi per spese per istruzione dei familiari o per assistenza di familiari non autosufficienti, previdenza complementare, sport, cultura e tempo libero.
Si tratta di un obbligo contrattuale che riguarda tutte le realtà del settore, dalle grandi imprese fino alle PMI e alle micro-imprese.
La buona notizia? A differenza di un pari importo in busta paga, questi 250,00 € non sono soggetti a tassazione né a contribuzione – nei limiti previsti dall'articolo 51 del TUIR – e sono interamente deducibili per l'Azienda.
Un esempio: gli stessi 250,00 € erogati in busta paga si traducono in circa 150,00 € netti per il lavoratore (a seconda di inquadramento e situazione fiscale) e costano all'Azienda circa 330,00 €. Erogati in welfare, restano invece 250,00 € pieni per il lavoratore e costano 250,00 € all'Azienda — interamente deducibili, con un risparmio immediato di 80 € per erogazione.
In questo articolo ti illustreremo
- Chi ha diritto e chi ne è escluso
- Importi, scadenze e cosa succede se il credito non viene usato
- Come erogarlo per massimizzare l'utilizzo (fringe o flexible benefit?)
- Come trasformare un obbligo di legge in un vantaggio competitivo per l'Azienda
A chi spetta? Destinatari e criteri di esclusione
Hanno diritto al welfare contrattuale, una volta superato il periodo di prova, tutti i lavoratori – anche assunti con contratto di apprendistato e di somministrazione – che risultino in forza al 1° giugno, o vengano assunti successivamente entro il 31 dicembre, con contratto:
- a tempo indeterminato;
- a tempo determinato che abbiano maturato almeno tre mesi di anzianità di servizio nell’anno di riferimento, anche non consecutivi.
Sono invece esclusi i lavoratori in aspettativa non retribuita o non indennizzata nel periodo compreso tra la data di erogazione e il 31 dicembre dello stesso anno.
Cambio datore di lavoro in corso d’anno: cosa succede?
Per i lavoratori che cambiano Azienda durante l'anno avendo già ricevuto gli importi previsti dal CCNL dal datore precedente, il CCNL non prevede una doppia erogazione: il diritto si matura per l'anno solare, non per rapporto di lavoro. In pratica:
- Se il lavoratore ha già ricevuto il credito welfare dall'Azienda precedente, il nuovo datore non è tenuto a erogarlo nuovamente;
- Se invece il lavoratore non ha ancora ricevuto il credito welfare nell'anno in corso (perché aveva iniziato il precedente rapporto dopo la data di erogazione, o perché non aveva maturato i tre mesi richiesti), può maturare il diritto presso il nuovo datore se soddisfa i requisiti di anzianità nel nuovo rapporto.
Buona prassi: in fase di assunzione, chiedere al neoassunto se ha già ricevuto il welfare contrattuale nell'anno corrente.
Importi e scadenze
Dal 2025 la previsione contrattuale prevede che vengano riconosciuti 250,00 € annui a ciascun lavoratore avente diritto. L’importo è fisso e non viene rimodulato in caso di contratto a tempo parziale.
Tale importo deve essere messo a disposizione entro il 1° giugno di ogni anno (solo per il 2026 l’obbligo è stato anticipato entro febbraio) ed il lavoratore ha tempo fino al 31 maggio dell’anno successivo per utilizzarlo.
Superato questo termine, il credito scade: l’importo non utilizzato non si trasferisce all’anno successivo e non può essere convertito in retribuzione.
La clausola di assorbimento
Se l’azienda attua già un Piano Welfare da regolamento aziendale, può inserirvi una clausola (cd. “clausola di assorbimento”) che preveda espressamente che i benefit già erogati a titolo di regolamento ricomprendano gli obblighi derivanti da CCNL. A tal fine, è necessario che gli importi:
- previsti dal regolamento siano pari o superiori a quelli previsti dal contratto collettivo;
- siano erogati nelle stesse modalità (welfare, non retribuzione).
Buona prassi: se la tua Azienda eroga già welfare volontario, vale la pena verificare se il regolamento interno è formulato in modo da coprire correttamente l'obbligo contrattuale. Una clausola mal redatta o assente può esporre l'Azienda a contestazioni.
Modalità di erogazione: come massimizzare l’utilizzo del credito welfare
Uno dei punti di forza del welfare è la flessibilità nella scelta dei servizi: le categorie ammesse dalla normativa fiscale comprendono servizi socio-assistenziali, spese per l’istruzione e la formazione dei familiari, attività ricreative e sportive, abbonamenti a palestre e piscine, versamenti a fondi di previdenza complementare, rimborso di utenze domestiche e buoni acquisto presso esercenti convenzionati.
Questa flessibilità riguarda non solo i servizi a disposizione del lavoratore, ma anche come l'Azienda sceglie di erogare il beneficio — una decisione che ha implicazioni rilevanti anche in termini di effettiva fruizione da parte dei collaboratori.
Erogazione tramite fringe benefit o flexible benefit?
Alcune aziende scelgono di erogare il welfare contrattuale attraverso lo strumento dei fringe benefit (art. 51 co. 3 TUIR), che dal 2024 godono di soglie di esenzione fiscale innalzate. Questa modalità è praticabile, ma non è obbligatoria: l’Azienda può scegliere liberamente di erogare gli importi anche sotto forma di flexible benefit (servizi a rimborso o a fruizione diretta).
Nel caso di lavoratori che già beneficiano di un fringe benefit aziendale (ad esempio l’auto ad uso promiscuo), la soglia di esenzione fiscale del fringe benefit potrebbe essere già saturata. In questi casi, aggiungere il welfare contrattuale come ulteriore fringe benefit obbligherebbe a riportare a tassazione l’intera somma erogata sotto forma di fringe benefit nel corso dell’anno, vanificando il vantaggio. La soluzione è valutare caso per caso e, dove necessario, optare per strumenti alternativi (flexible benefit) che sfruttano un regime fiscale distinto e non prevedono particolari limiti di esenzione annui.
La leva più efficace per massimizzare la fruizione del credito welfare è la scelta dello strumento con cui erogarlo. Affidarsi a una piattaforma di welfare specializzata significa mettere a disposizione dei collaboratori un ambiente digitale intuitivo, un catalogo di beni e servizi variegato e un customer care dedicato in grado di supportarli nella scelta e nell'utilizzo.
Ma non è tutto: un buon provider non si limita a rendere disponibile il credito, bensì supporta l'Azienda nella gestione dei benefit attraverso una strategia di comunicazione strutturata (promemoria periodici nei mesi precedenti la scadenza, notifiche dedicate, comunicazioni personalizzabili - strumenti che trasformano un obbligo contrattuale in un'occasione concreta di engagement con i propri collaboratori).
Welfare metalmeccanici: da obbligo a leva concreta per la tua Azienda
Molte aziende metalmeccaniche vivono l'erogazione del welfare previsto dal CCNL come un adempimento da spuntare. Lo erogano, lo comunicano e poi si accorgono che a fine anno una parte significativa del credito è rimasta inutilizzata — e con essa, collaboratori meno soddisfatti, opportunità di retention mancate e un vantaggio fiscale che non ha prodotto il suo effetto.
Gestito con lo strumento giusto, invece, ogni euro di welfare diventa più efficiente di qualsiasi aumento in busta paga — e si vede.
La differenza tra un'Azienda che eroga il welfare perché è obbligata e una che lo usa come strumento di gestione del personale è concretamente misurabile: nel tasso di utilizzo del credito erogato, nella soddisfazione che emerge dai sondaggi interni e nella percezione che i collaboratori hanno dell'Azienda come posto dove vale la pena restare.
TreCuori è nata da una convinzione semplice: il welfare funziona quando le persone lo usano davvero e lo usano davvero quando possono spenderlo dove vogliono.
Non in un catalogo predefinito, ma dal fornitore di fiducia — il negozio di quartiere, l'artigiano locale, la palestra del paese. La nostra Piattaforma permette a ogni collaboratore di proporre il proprio fornitore e di vederlo attivato in tempi rapidi, senza commissioni che ne scoraggino la partecipazione. Il risultato è un welfare radicato nella vita reale delle persone, che si riflette nell'usage rate di fine anno.
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