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11 Giugno 2026KPI ESG: quali indicatori monitorare e come raccogliere i dati in azienda
KPI ESG: quali indicatori monitorare e come raccogliere i dati in azienda
Definire indicatori di prestazione ESG (KPI ESG) significa trasformare numeri e informazioni sparse consumi energetici, ore di formazione, governance aziendale in strumenti concreti per decidere meglio, misurare i progressi e rafforzare la credibilità dell’azienda.
Una raccolta dati ESG ben strutturata aiuta a:
- evitare dispersioni e processi confusi
- avere dati verificabili e affidabili
- comunicare risultati in modo chiaro e trasparente
- costruire valore e reputazione nel tempo
Di seguito trovi dei consigli pratici per organizzare la raccolta dei dati ESG in modo efficace, senza lasciare nulla al caso.
Le tre aree ESG e gli indicatori da monitorare
ESG è un acronimo che molti conoscono, ma pochi sanno tradurre in pratica. Dietro quelle tre lettere ci sono tre dimensioni ben distinte, ciascuna con le proprie metriche e logiche di misurazione. Ignorarne anche solo una significa avere un quadro parziale e, nel peggiore dei casi, esporsi a contestazioni sulla credibilità dei dati di sostenibilità.
E di environment - ambiente
La dimensione ambientale riguarda l’impatto che ogni azienda ha sul Pianeta: consumi energetici, emissioni di gas serra, utilizzo dell’acqua e gestione dei rifiuti.
Monitorare questi dati è il primo passo per capire dove migliorare, ridurre gli sprechi e costruire una strategia di sostenibilità concreta e misurabile.
E non riguarda solo le grandi industrie: anche un’azienda di servizi consuma energia, produce rifiuti e genera un impatto attraverso i propri spostamenti e le attività quotidiane.
S di social - sociale
Il pilastro sociale misura l'impatto e la responsabilità di un'azienda nei confronti delle persone, sia all'interno che all'esterno dell'organizzazione. Questo ambito valuta come l'impresa gestisce le relazioni con i propri dipendenti, i fornitori, i clienti e le comunità locali. I dati spesso esistono già in azienda — nei registri HR, nei piani formativi, nei report di sicurezza — ma raramente vengono aggregati in modo sistematico.
G di governance - governo
La Governance misura la qualità del governo di un'organizzazione. Valuta le pratiche di gestione, l'etica, la trasparenza e la composizione del consiglio di amministrazione. Permette di valutare che l'azienda sia guidata in modo responsabile e miri a proteggere gli interessi di tutti gli stakeholder (azionisti, dipendenti, clienti e comunità).
È l’area meno intuitiva per le PMI, ma non per questo meno importante, soprattutto quando si lavora con partner internazionali o si accede a finanziamenti legati a criteri ESG.
Prima di raccogliere qualsiasi dato, vale la pena chiedersi: quali di queste tre aree sono più rilevanti per il mio settore? La risposta orienta tutta la fase successiva.
Come organizzare la raccolta dati ESG in azienda
Il problema più comune nella raccolta dati ESG non è la mancanza di informazioni: è la loro dispersione. I dati ambientali sono in mano di vari uffici (acquisti, HR, logistica, contabilità) quelli sociali all’HR, quelli di governance alla direzione. Senza un processo strutturato, si finisce per rincorrere fogli Excel sparsi e versioni non aggiornate, con il rischio concreto di produrre report incoerenti.
Per gestire i dati ESG in modo efficace servono metodo e responsabilità chiare.
- Definire i referenti
Ogni area ESG dovrebbe avere una persona di riferimento che raccolga, verifichi e aggiorni i dati con regolarità. - Centralizzare le informazioni
Avere un unico punto di raccolta dati — piattaforma o sistema condiviso — permette di mantenere storico, tracciabilità e coerenza. Non serve solo per fare report: aiuta a confrontare i risultati nel tempo e a individuare eventuali anomalie. - Stabilire una frequenza di aggiornamento
Alcuni dati vanno monitorati ogni mese, altri trimestralmente o annualmente.
Creare un calendario evita raccolte improvvisate a fine anno e riduce il rischio di dimenticare informazioni importanti.
Un processo ESG ben organizzato trasforma la rendicontazione da semplice obbligo a strumento concreto per conoscere meglio la propria azienda e prendere decisioni più consapevoli.
I KPI ESG più importanti in azienda
Non tutti i KPI ESG hanno lo stesso peso. La tentazione di misurare tutto porta spesso a misurare male: troppi indicatori, poca profondità, scarsa utilità pratica. La domanda giusta non è quanti KPI un’azienda può tracciare, ma quali metriche producono informazioni utili per prendere decisioni migliori. Ci sono alcuni indicatori concreti da cui partire, selezionati per rilevanza e applicabilità anche nelle PMI:
- Emissioni di gas serra tonnellate di CO₂ equivalente):
- Consumi di energia (consumi elettrici e di carburanti)
- Quantità di rifiuti generata divisa per tipologia di trattamento
- Ore di formazione per collaboratore nell’arco dell’anno
- Indice di frequenza degli infortuni sul lavoro
- Percentuale di donne in ruoli di responsabilità
- Tasso di rotazione
- Divario di retribuzione tra genere (gender pay gap)
Questi indicatori non sono scelti a caso: sono tra quelli richiesti dai principali framework di riferimento, tra cui gli standard ESRS previsti dalla CSRD, e sono verificabili con dati già disponibili nella maggior parte delle aziende strutturate. Non richiedono investimenti tecnologici straordinari per essere raccolti, ma richiedono metodo e continuità.
Monitorare questi KPI con regolarità permette anche di individuare trend nel tempo: un calo nelle ore di formazione, un aumento degli infortuni, un aumento del tasso di rotazione, una riduzione della quota di energia rinnovabile.
Sono indicatori che, se monitorati con continuità, aiutano a individuare opportunità di miglioramento e a prendere decisioni in modo più consapevole.
Dalla misurazione alla rendicontazione: il passo che fa la differenza
Un report ESG ovvero una rendicontazione di sostenibilità credibile non si basa solo sui numeri, ma su come quei numeri vengono raccolti e raccontati. Trasparenza, coerenza e verificabilità fanno la differenza tra una comunicazione efficace e una che rischia di perdere credibilità.
Per questo è importante utilizzare criteri chiari, mantenere metodologie costanti nel tempo e supportare i dati con evidenze concrete. Perché parlare di sostenibilità significa soprattutto dimostrarla con dati affidabili e misurabili per evitare il rischio di greenwashing, anche involontario.
Per le PMI, il passaggio dalla raccolta alla rendicontazione può sembrare un salto difficile. In realtà, con gli strumenti giusti, è più accessibile di quanto si pensi. Piattaforme come Contabilità-ESG di TreCuori sono progettate proprio per accompagnare le aziende di dimensioni medio-piccole lungo questo percorso: dall’inserimento guidato dei dati alla generazione di report , con un’interfaccia supportata dall’intelligenza artificiale che semplifica ogni fase senza richiedere competenze tecniche avanzate.
Dati ESG e sostenibilità: il momento di agire è adesso
La raccolta dati ESG non è un adempimento burocratico da rimandare. È il modo con cui un’azienda impara a conoscersi meglio, a dimostrare concretamente il proprio impegno e a costruire relazioni di fiducia durature con chi le sta intorno — collaboratori, clienti, territorio.
Le metriche ESG possono essere utilizzate anche dalle PMI per raccogliere e monitorare dati utili per capire dove migliorare e come crescere in modo più sostenibile.
La differenza la fanno un metodo chiaro e strumenti semplici che aiutino a gestire il processo senza complicarlo.
Il nostro team è pronto a rispondere ad ogni dubbio o curiosità e spiegarti come funziona la piattaforma Contabilità ESG di TreCuori.
