Superato il milione di euro in buoni welfare TreCuori: Secondo Welfare racconta questo aiuto concreto per territori e persone che li vivono



Secondo Welfare, uno dei centri-studio più autorevoli in Italia sui temi del Welfare, ha dedicato un proprio articolo ai Buoni Spesa TreCuori descrivendone le peculiarità e gli effetti positivi sulle economie locali, in linea con la filosofia di welfare di TreCuori

 

I buoni spesa rappresentano indubbiamente uno strumento importante nel campo del welfare aziendale, apprezzato da imprese e lavoratori. Per valorizzare il potenziale di tali buoni anche a livello locale, TreCuori Società Benefit ha messo a punto un sistema di buoni spendibili anche presso attività commerciali e servizi di prossimità che possono incassarli in maniera molto semplice e ricevendo il pagamento in tempi brevi.

I Buoni TreCuori: “buoni” per il territorio

TreCuori ha scelto di formulare un’offerta che non punta solo sui grandi player internazionali ma valorizza le piccole realtà del territorio. Come ci ha spiegato Alberto Fraticelli, co-Fondatore e Direttore di TreCuori, “data la natura dello strumento, tra i fornitori di beni e servizi non ci sono solo distributori di carburante e supermercati, ma ce ne sono di tutti i tipi grazie al sistema che ne incentiva l’acquisto anche verso piccole realtà commerciali (mercerie, fiorai, panetterie, macellerie, edicole), artigianali (parrucchiere, estetista, idraulici) e professionali (commercialisti, avvocati). Come spiegato in questo video, i buoni sono infatti spendibili in tutte queste attività, senza che esse siano preventivamente registrate nella piattaforma TreCuori e senza che debbano sostenere alcun costo.

Con i Buoni TreCuori abbiamo voluto valorizzare i piccoli proprietari e non le grandi catene. Nel nostro circuito di buoni ci sono soprattutto realtà locali che hanno un rapporto privilegiato con il territorio. E quando c’è un brand nazionale è perché quel singolo punto vendita è di proprietà di un piccolo imprenditore locale, come succede nella distribuzione organizzata o nel franchising”.

In questo modo, dicono a TreCuori, l’investimento fatto dalle imprese nell’ambito del welfare aziendale resta all’interno del territorio e produce una ricaduta positiva per l’economia sociale. “Sempre più imprese”, spiega Fraticelli, “vedono in questo tipo di buoni un modo per mettere in pratica un’iniziativa concreta e misurabile di sostenibilità economica e sociale”.

 

Alcuni numeri sui Buoni TreCuori

In circa quattro anni dall’ideazione di questo strumento, a fine febbraio 2022, è stata superata la soglia del milione di euro di valore in Buoni Spesa TreCuori incassati dalle tante attività locali che in tutt’Italia hanno deciso di aderirvi. Oltre 400 aziende hanno offerto ad oggi questo tipo di buoni a più di 3.000 collaboratori, i quali li hanno utilizzati per i loro acquisti più di 40.000 volte in oltre 500 diverse realtà di prossimità.

Come evidenzia Katia Cais, Responsabile della Divisione Welfare di TreCuori, “le aziende nostre clienti hanno la possibilità di scegliere quali buoni destinare ai propri collaboratori avendo a disposizione sia 200 tipologie di buoni spesa ‘tradizionali’ – sia in formato fisico che elettronico – sia i Buoni TreCuori. È interessante notare come siano sempre di più quelle che decidono di utilizzare solo i buoni TreCuori per dare un valore diverso al loro investimento ma anche per offrire ai propri collaboratori maggiore libertà di scelta: ad esempio chi ha un’auto a metano difficilmente riuscirebbe a fare carburante con i buoni tradizionali”.

Questo succede”, ha proseguito Cais, “in modo particolare quando nella loro zona le attività che incassano i buoni spesa TreCuori sono già presenti e conosciute. Il fatto di riconoscere solo questo tipo di buoni viene visto come un modo di fare welfare ‘su misura’ per i propri lavoratori, ma con attenzione anche al territorio. Fino ad ora abbiamo gestito buoni spesa per più di 12 milioni di euro e ci aspettiamo che il milione di euro di buoni TreCuori salga rapidamente”.

I buoni welfare e il welfare aziendale territoriale

Trattandosi di strumenti molto semplici, sostenuti attraverso risorse di soggetti privati, come le imprese, i Buoni Welfare possono dare una spinta rilevante ai consumi e quindi un effetto positivo anche per l’Erario. Adottati in una logica più territoriale, i buoni veicolati attraverso il welfare aziendale possono divenire uno strumento per incentivare lo sviluppo dell’economia locale. Nel caso dei Buoni TreCuori, questi cercano infatti di quanto includere tutte quelle realtà di vicinato, con l’idea che – avendone la possibilità – saranno poi i lavoratori a preferirle alle grandi catene e alle piattaforme online. Ponendo attenzione al territorio, i buoni possono coinvolgere la filiera dei servizi e delle attività locali  generando così un circolo virtuoso in costante crescita.

Diverse sono le zone d’Italia in cui, grazie ai Buoni TreCuori, tutto ciò si sta verificando. Per riportarne alcuni: nel Distretto della Bassa Romagna in provincia di Ravenna, nelle province di Lecco e Sondrio attraverso il progetto Valoriamo, in Sardegna con i progetti di Oristano Welfare e di Fradi, nell’Alta Valle del Reno sull’appennino tra Emilia e Toscana, nella provincia di Vicenza e in generale in Veneto con un progetto promosso da Confcommercio e Confesercenti.

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