LA TRIBUNA – Conegliano, TreCuori contro il “caro vita”: 3.500 euro di bonus a ogni dipendente



La società che si occupa di welfare e consulenza aziendale è guidata dal patron Giovanni Lucchetta e conta su una cinquantina di collaboratori. L’imprenditore: «Dopo la pandemia è arrivata la guerra, giusto aiutare le famiglie»

 

I cinquanta collaboratori di TreCuori potranno avere dei bonus carburante e contro il caro vita, stimati per ciascuno in complessivi 3.500 euro annuali. La società che si occupa di consulenza e welfare aziendale celebra il suo nono anno d’attività. È una azienda di benefit di Conegliano che coinvolge tutti i soggetti interessati a riattivare l’economia dei territori per favorire la prosperità di persone, imprese e terzo settore in tutta Italia.

«Il bonus “caro vita”, avrà un valore di 1.200 euro pro capite all’anno mentre il secondo, il bonus “carburante” sarà determinato il primo di ogni mese calcolando il maggior costo del carburante rispetto ad una base di 1,2 euro/litro sulla distanza chilometrica tra la residenza e la sede di lavoro – spiegano da TreCuori -. Questo bonus potrà quindi variare da persona a persona da un minimo di circa 200 euro fino ad un massimo di circa 800 euro all’anno».

La società, nata e con base a Conegliano, è un progetto di Giovanni Lucchetta, che ne è amministratore e in città conosciuto anche perché in passato fu patron della Spes Volley. La società è operativa in tutta Italia con vari partner, in particolare associazioni di categoria, consulenti aziendali ed istituzioni locali. I suoi servizi sono già stati utilizzati da più di 80 mila persone e 20 mila imprese. I bonus possono essere utilizzati in attività commerciali locali. L’azienda negli ultimi tre anni ha raddoppiato i propri dipendenti e ne conta adesso una cinquantina. «Quando pensavamo di essere sul punto di uscire dalla pandemia ed avviati verso una nuova normalità, è purtroppo arrivato il conflitto in Ucraina», ricorda Lucchetta. «Tutto ciò sta avendo conseguenze importanti, tanto a livello economico quanto sociale – spiega – spesso c’è una oggettiva difficoltà nel sostenere le spese ordinarie e il rincaro energetico. Il risultato è un’ulteriore erosione del potere d’acquisto delle famiglie. Per questo abbiamo deciso di dare loro ancora maggiore supporto attraverso ciò che ci riesce meglio: attivare piani di welfare».

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