
Welfare aziendale per PMI: come strutturare un piano anche con un budget contenuto
13 Ottobre 2026Welfare aziendale e commercio locale: Avvenire racconta il progetto «Fate i Buoni»
Come il welfare aziendale può sostenere le attività di prossimità e generare valore per il territorio. Un'esperienza della Bassa Romagna raccontata sulle pagine di Avvenire.
Il welfare aziendale può rappresentare molto più di un'opportunità per i lavoratori: se orientato al territorio, può diventare anche uno strumento concreto per sostenere il commercio locale, valorizzare le piccole attività e contribuire allo sviluppo dell'economia di prossimità.
È questo il principio alla base del progetto «Fate i Buoni», un'iniziativa nata oltre dieci anni fa in Bassa Romagna e raccontata recentemente anche da Avvenire in un approfondimento dedicato al contrasto della desertificazione commerciale.
«Fate i Buoni»: quando il welfare sostiene il commercio di prossimità
Il progetto nasce da un'esigenza concreta: fare in modo che le risorse destinate dalle aziende a regali e riconoscimenti per dipendenti, clienti e fornitori possano rimanere sul territorio, anziché rivolgersi esclusivamente alle grandi piattaforme commerciali.
Promosso dal Consorzio In Bassa Romagna, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria del commercio e dell'artigianato e dei nove Comuni dell'Unione della Bassa Romagna, il progetto ha costruito nel tempo una rete di attività locali presso le quali utilizzare i buoni acquisto gestiti attraverso la piattaforma TreCuori.
I risultati raggiunti dimostrano il valore di questo modello: oggi il circuito comprende oltre 300 negozi ed esercizi del territorio, con un controvalore complessivo dei buoni che ha raggiunto circa 1 milione di euro.
Il welfare aziendale come opportunità per l'economia locale
L'esperienza della Bassa Romagna si inserisce in un contesto più ampio, nel quale il welfare aziendale può contribuire a creare un collegamento virtuoso tra imprese, lavoratori e attività economiche locali.
Nella sola provincia di Ravenna, circa 150 aziende che utilizzano TreCuori hanno erogato welfare per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro. Le risorse hanno coinvolto una rete di oltre 700 attività commerciali, artigianali e professionali, che hanno potuto incassare i buoni senza sostenere commissioni.
Un aspetto importante del modello è proprio l'ampiezza della rete: i beneficiari possono utilizzare i propri buoni non soltanto presso supermercati e distributori di carburante, ma anche in negozi di vicinato, panetterie, mercerie, fiorerie, macellerie, edicole, attività artigianali e studi professionali.
In questo modo, le risorse destinate al welfare aziendale possono raggiungere una pluralità di realtà economiche, contribuendo a sostenere anche le piccole attività che rappresentano una componente fondamentale della vita dei territori.
Un modello di welfare territoriale che genera valore condiviso
Per TreCuori, sostenere la prosperità dei territori significa creare connessioni concrete tra aziende, persone, fornitori e comunità locali.
È questa la visione che guida il nostro lavoro: rendere il welfare aziendale uno strumento capace di generare benefici non soltanto per chi lo riceve, ma anche per il tessuto economico e sociale in cui viene utilizzato.
Il progetto «Fate i Buoni» rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra imprese, istituzioni, associazioni di categoria e attività locali possa trasformare il welfare in un'opportunità di crescita condivisa.
Perché quando il valore generato dalle aziende rimane sul territorio, a beneficiarne è l'intera comunità.
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