Perché il welfare aziendale è utile a tanti soggetti diversi?



Non solo a dipendenti ed aziende: a chi è utile il welfare aziendale? Scopriamolo in questa News!

 

Quando si pensa al welfare aziendale si fa spesso riferimento a 2 soggetti: all’impresa che ottimizza il costo del personale e ai dipendenti che ottengono un maggior potere d’acquisto.

In realtà, il welfare aziendale offre di per sé utilità anche ad altri soggetti, soprattutto se viene attivato con modalità e strumenti particolarmente efficaci e virtuosi. Vediamo nello specifico di chi si tratta:

 

  • Imprese che possono incassare Spese WelfareMolti quando pensano a questa categoria di soggetti quali potenziali beneficiari dell’attivazione di un piano welfare, hanno in mente solamente quelle aziende che erogano beni e servizi welfare rientranti tra le categorie previste dalla legge. In realtà, non bisogna dimenticare che i Fringe Benefit possono essere incassati potenzialmente da qualsiasi attività; fino ad ora però, solo le imprese di alcuni settori merceologici si erano organizzate con strumenti che ne permettessero l’incasso, come ad esempio i buoni spesa e carburante emessi da supermercati e stazioni di servizio.

Recentemente si sono affacciati in questo ambito nuovi attori, quali ad esempio le grandi catene dell’elettronica, dell’abbigliamento e di altri settori presenti a livello nazionale o nell’online. La nuova frontiera di questa sfida è però ora ancora più importante: riuscire ad allargare quanto più il numero di soggetti che possono intercettare tali spese fino ad arrivare ai singoli negozi di prossimità indipendenti.

Ad esempio, nel caso della piattaforma welfare TreCuori, a differenza di altre piattaforme, qualsiasi erogatore ha la possibilità di incassare spese welfare senza dover sostenere alcun costo o commissione, ricevendone il pagamento in tempi molto brevi. Ne è un esempio il Buono Spesa TreCuori, che può essere incassato da qualsiasi attività locale che lo voglia.  

 

  • Consulenti e Associazioni di Categoria sono le figure che possono supportare le aziende nel godere di tutti questi nuovi benefici generati dal welfare aziendale e così ampliare i propri servizi consulenziali offerti. Normalmente si pensa solo ai Consulenti del Lavoro e alle Associazioni di Categoria. In realtà, ci sono molte altre figure professionali che sempre più si stanno impegnando in questo settore quali ad esempio: consulenti HR, commercialisti, avvocati, consulenti assicurativi, ecc…fino alla comparsa nel mercato di veri e propri welfare specialist, ovvero figure altamente specializzate su questi temi con la finalità di supportare al meglio ogni azienda cliente nell’ottenere una buona riuscita del proprio piano welfare;

 

  • No-profit – Sì, spesso gli erogatori dei servizi welfare possono essere anche dei soggetti no-profit. Può sembrare strano? In realtà no, ed è sufficiente fare qualche esempio per comprenderlo: pensiamo a tutte le cooperative sociali che si occupano di assistenza alla persona (dall’infanzia alla terza età) e che di fatto erogano servizi per legge pagabili con il welfare, oppure al mondo dello sport dove palestre, centri sportivi, società dilettantistiche, ecc. possono incassare spese welfare in seguito all’erogazione dei propri servizi (abbonamenti, iscrizioni a corsi singoli, tesseramento, ecc. ). 

Anche in questo caso, il welfare aziendale se attivato con strumenti particolarmente virtuosi permette di coinvolgere soggetti che normalmente ne rimarrebbero esclusi, massimizzandone così i benefici per tutti.

Pensare a questi soggetti ci fa comprendere come il valore sociale del welfare vada al di là del mero risparmio fiscale e contributivo per aziende e lavoratori e così è più facile capire il motivo per cui lo Stato lo abbia pensato e ora stia favorendo questo tipo di dinamiche.

 

  • Amministrazioni Pubbliche – Sono tanti gli amministratori pubblici che sono interessati al welfare, a vari livelli nazionale, regionale e locale, quali ad esempio i Sindaci e gli assessori, (siano questi sia di attività produttive che del commercio locale, del sociale e del welfare). Ma perché le amministrazioni sono interessate al welfare aziendale? Per fare in modo che le imprese ed i lavoratori del proprio territorio conoscano e godano di quei benefici “di base” del welfare (es. risparmio fiscale e contributivo, ecc.) e, quando gli strumenti utilizzati lo consentono (come nel caso della piattaforma Welfare TreCuori, fare si che i benefici si estendano anche alle altre imprese locali permettendo loro di intercettare quelle spese welfare, innescando così una ricaduta economica positiva nel territorio. Questa visione nasce anche dalla consapevolezza che il welfare di primo livello (quello dello Stato) non può soddisfare tutti i bisogni dei cittadini e pertanto l’amministratore pubblico vede nel secondo welfare – come ad esempio quello aziendale – un modo per soddisfare le esigenze di propri concittadini;

 

  • Sindacati – inizialmente alcuni sindacati avevano guardato al welfare aziendale con particolare prudenza principalmente per due motivi:
    • la prima preoccupazione era legata alla spendibilità del welfare aziendale, perché quando il welfare non è facilmente spendibile per il lavoratore potrebbe essere un beneficio “non pieno” di cui poter godere;
    • la seconda preoccupazione era legata all’impatto sulla posizione pensionistica dei lavoratori e alla valutazione del rapporto tra beneficio immediato ed effetto sulla posizione pensionistica futura. Questa tematica è stata approfondita da tecnici del settore che hanno rassicurato sull’effettivo beneficio offerto al lavoratore dal welfare aziendale, come ad esempio illustrato  nella News dedicata e consultabile al seguente link.

Con il tempo, il mondo sindacale ha dimostrato una maggiore apertura nei confronti del welfare aziendale, diventando addirittura in molti casi propositivo dopo aver appurato come le preoccupazioni sopra descritte siano di fatto superate, ad esempio grazie ai nuovi strumenti sul mercato che permettono ai lavoratori di poter godere della massima flessibilità nella spesa del proprio credito welfare. Questa apertura è confermata anche dal sempre più alto numero di Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL) che prevedono forme di welfare aziendale a favore dei lavoratori all’interno delle condizioni concordate tra rappresentanze sindacali e associazioni datoriali. 

Il primo CCNL a cui normalmente si pensa ( e il più importante in termini di numero di lavoratori interessati) è quello dei metalmeccanici, dove il welfare aziendale era già stato introdotto nell’accordo del 2016. Ne sono poi seguiti molti altri, dai pubblici esercizi agli orafi e argentieri, dalle telecomunicazioni alle concerie solo per citarne alcuni. 

I sindacati inoltre hanno dimostrato negli anni un forte interesse alla ricaduta sul territorio generata dal welfare, come confermato ad esempio da alcuni eventi da loro organizzati dedicati proprio a questi temi. Ne è un esempio il convegnoWelfare aziendale: quali vantaggi per aziende, lavoratori e territorio bellunese? svoltosi per iniziativa della CISL di Treviso Belluno.

 

Nel modo di applicare il welfare aziendale ci sono ulteriori soggetti o vantaggi rispetto a quanto abbiamo appena descritto: è questo il caso della piattaforma welfare TreCuori che cerca di massimizzare il beneficio di tutti i vari soggetti coinvolti.

In questi casi, l’obiettivo più profondo è di fatto massimizzare i benefici del welfare facendo in modo che da welfare aziendale evolva in welfare territoriale, interessando dunque un ulteriore soggetto a cui il welfare è utile e per il quale assume un ruolo decisivo: il Territorio.

Così facendo si amplificano i benefici primari, generando lavoratori sempre più contenti perché più liberi di effettuare le proprie spese anche nei negozi di prossimità preferiti; ai lavoratori si aggiungono le aziende che sono più libere nell’attivare il welfare anche per importi più alti in quanto maggiore è la possibilità di spesa, e generano benefici che prima non ci sarebbero stati, in quanto ora sono legati alla spesa nel territorio, al coinvolgimento di nuovi soggetti e all’attivazione di economia circolare.

La cosa interessante è che i soggetti alla base del welfare, come ad esempio i lavoratori o gli imprenditori che hanno attivato il piano welfare, non si devono preoccupare di attivare queste dinamiche solo per fare del bene ad altri soggetti, ma perché consapevoli che se il territorio in cui vivono è più prospero, sono di conseguenza più “ricchi” anche loro e tutti i soggetti che lo vivono.

 

Questa analisi ci permette di comprendere che, il fenomeno welfare è molto più articolato di quanto possa sembrare ad una visione superficiale e ne sono un esempio i tanti Master post laurea specialisti che sono comparsi nel mercato in questi ultimi anni quali ad esempio il Master in Management del Welfare di Ca’ Foscari, il Master in Gestione d’impresa di Bologna Business School, il Master in Bilateralità, Welfare Integrato e Fondi della LUISS, quello in Welfare Aziendale del Sole24Ore, ecc…

 

In conclusione, quale ulteriore soggetto è possibile considerare come beneficiario delle dinamiche del welfare? È lo Stato, che con una visione più ampia dei propri benefici, si pone l’obiettivo di creare situazioni win-win che possono rappresentare vantaggi per aziende, cittadini e al contempo anche se stesso.

Lo Stato può trarre vantaggi molto concreti dal momento che:

  • risparmia su alcune spese pubbliche come ad esempio le spese per la sanità;
  • genera servizi utili per il sistema nazione senza costi diretti, soprattutto dove questo non ha la capacità produttiva sufficiente (ne sono un esempio i servizi di istruzione e formazione, e sanità pubblica;
  • favorisce il volano dell’economia stimolando la domanda e migliorando il potere d’acquisto dei cittadini;
  • utilizza dinamiche amministrative totalmente tracciate che di fatto riescono a far emergere anche il sommerso e generare così nuovo gettito per lo Stato.

Il welfare aziendale è dunque un meccanismo che genera benefici per tanti soggetti e che, in un’ottica più allargata, favorisce la prosperità dello Stato, insieme ai suoi cittadini e alle sue imprese!

 

Per approfondire la tua conoscenza sul welfare, leggi anche le altre News della serie “L’ABC del Welfare” oppure contattaci. Sarà per noi un piacere poterti essere utili!

Condividi articolo