IL GAZZETTINO – Cordis, scambio di beni e servizi fra le imprese

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Rassegna stampa conferenza di presentazione Cordis Community

FONTE: IL GAZZETTINO DI PADOVA, DI NICOLETTA COZZA

E’ una sorta di baratto. Con il vecchio concetto di “scambio” che viene riproposto, supportato però dalla tecnologia, che lo trasforma in un modello, attualissimo, di economia circolare.
Parte da Padova, ma entro l’anno sarà esteso a tutto il Veneto, infatti, il progetto Cordis Community, finalizzato a dare immediata liquidità alle imprese del territorio, a salvaguardare l’occupazione e a riattivare l’economia locale, messa in ginocchio dall’emergenza Covid.

L’iniziativa, presentata ieri a Palazzo Moroni, è stata ideata dalla società benefit TreCuori e sostenuta da molte categorie economiche, oltre che da Comune e Provincia.
In pratica, Cordis è appunto una comunità all’interno della quale, a partire dall’11 novembre e utilizzando un’app che geolocalizza chi aderisce, aziende e privati possono acquistare beni, o servizi, potendoli poi compensare, in modo totale o parziale a seconda degli accordi pattuiti, con qualsiasi prodotto delle proprie aziende, anche in un momento successivo e senza intermediari.
Per il debutto (le adesioni scattano da oggi) non è stata scelta a caso la città del Santo, ma in quanto a capitale del volontariato 2020. Camera di Commercio, Confartigianato, Confcommercio-Ascom, Confesercenti e Appe sono già coinvolti attivamente e Cordis parte da una base di oltre 800 imprese e 6 mila persone già attive sul territorio padovano.

LE MOTIVAZIONI
Alla presentazione sono intervenuti Franco Pasqualetti (Camera di Commercio), Nicola Rossi (Confesercenti), Lino Fabbian (Confartigianato), Otello Vendramin (Confcommercio), l’avvocato Antonio di Giorgio e Alberto Fraticelli, direttore di TreCuori. Ed è stato quest’ultimo a spiegare il meccanismo. «All’interno del circuito Cordis – ha detto – le aziende stabiliscono lo scambio in una logica conveniente, ma etica, di compensazione parziale, asincrona e multi-soggetto. Parziale, perchè ogni acquisto prevede un esborso solo in parte in euro (65%), mentre il valore restante (35%) viene pagato con altri beni e servizi, quantificabili in “Cordis”, ciascuno dei quali vale un euro. Poi asincrona, perchè cessioni e acquisizioni possono avvenire in momenti diversi. Infine, multi-soggetto in quanto l’acquisto può essere compensato vendendo a interlocutori diversi.
Al momento dell’adesione ogni nuovo membro può chiedere una disponibilità di 3 mila Cordis, che andrà a riempire il suo conto virtuale, il quale si vuota, o si rimpingua, a seconda delle transazioni. E tanto più si spende in Cordis, tanto più si riceve». «La Camera di Commercio – ha proseguito Pasqualetti – guarda con attenzione a questa sperimentazione su Padova. Ora le categorie devono coinvolgere tutti gli associati, assieme a noi, in modo che si crei quel volano necessario per ravvivare il mercato e muovere l’economia».

I COMMENTI
«Il periodo difficile – ha ricordato Rossi – era iniziato nel 2018 e ora il lockdown ha bloccato del tutto i consumi. Abbiamo 10 mila negozi, 2 mila ambulanti, 4 mila attività di servizi alla persona e 5 mila autorizzazioni per la ristorazione che rappresentano il 30% del Pil. Le difficoltà le conosciamo e questa può essere una valida soluzione. Tra un anno, cioè alla fine della sperimentazione, avremo la risposta». E Fabio Bui ha aggiunto:«La crisi impone scelte che rigenerino la nostra economia. Vince chi ha idee innovative, come questa, che riattiva la domanda interna e che permette a ogni cittadino di essere artefice del rilancio del territorio. La Provincia vuol essere partner dell’iniziativa, facendo da traino alle 102 municipalità padovane».

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