
Requadro – Nomisma: in 13 anni scomparsi oltre 130mila negozi in Italia
20 Gennaio 2026
Teleborsa – Commercio di prossimità: in 13 anni scomparse 130.000 imprese, ma gli italiani riscoprono la “Reciprocità”
20 Gennaio 2026Italypost – Nomisma, in tredici anni scomparsi 130mila negozi. Dal 2011 calo del 16%
Nonostante il calo, più di 4 italiani su 5 ritengono che i negozi di prossimità favoriscano l’economia locale e rendano vivi i centri urbani
In tredici anni l’Italia ha perso oltre 130 mila negozi al dettaglio. Secondo lo studio “Il Valore della Reciprocità” di Nomisma, nel 2024 le imprese del commercio al dettaglio si sono ridotte a circa 645 mila, il 16% in meno rispetto al 2011. Una contrazione che avviene in una fase storica segnata dall’indebolimento dei legami sociali ed economici e che rende ancora più evidente il ruolo del commercio di prossimità come presidio dei territori. La progressiva scomparsa delle attività commerciali, nei quartieri urbani come nei piccoli comuni, lascia vuoti fisici e funzionali, riduce l’offerta di servizi e incide sulla qualità della vita, alimentando perdita di attrattività e, in molti casi, fenomeni di degrado urbano.
Eppure la percezione dei cittadini va in direzione opposta rispetto ai numeri. Più di quattro italiani su cinque ritengono che i negozi di prossimità favoriscano l’economia locale e contribuiscano a rendere vivi i centri urbani, mentre il 72% riconosce loro un impatto sociale positivo. Non sono solo luoghi di acquisto, ma spazi di relazione e di fiducia, capaci di tenere insieme comunità sempre più frammentate. È su questo equilibrio che si fonda il concetto di reciprocità al centro della ricerca di Nomisma, intesa come azione positiva priva di un ritorno immediato, ma con un valore diffuso nel tempo.
Alla fotografia scattata dall’istituto di ricerca si affianca l’allarme di Confedilizia, che sottolinea le ricadute della desertificazione commerciale anche sui proprietari dei locali, spesso piccoli risparmiatori. Il presidente Giorgio Spaziani Testa richiama l’urgenza di interventi strutturali: dall’introduzione della cedolare secca sugli affitti commerciali, prevista ma mai attuata, a una maggiore flessibilità contrattuale rispetto a regole nate quasi mezzo secolo fa. Misure che potrebbero favorire l’incontro tra domanda e offerta, stimolare nuove aperture e sostenere giovani imprenditori, contribuendo a ridare vitalità economica e sociale a strade e piazze.
M.T.
