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23 Febbraio 2026
Corriere delle Alpi – Negozi, la desertificazione che penalizza il Nord Est
23 Febbraio 2026La Tribuna di Treviso – Negozi, la desertificazione che penalizza il Nord Est
Nomisma lancia l’Osservatorio permanente sulla reciprocità: reti collaborative per contrastare la crisi. Veneto e Friuli Venezia Giulia arretrano dell’11% tra il 2015 e il 2024, più della media nazionale.
di Giorgio Barbieri
Non è solo una questione di serrande abbassate. È una questione di Pil locale, di occupazione, di flussi di ricavi che si spostano e si concentrano. Negli ultimi anni in Italia sono scomparsi oltre 130 mila esercizi commerciali al dettaglio: dalle 817 mila imprese del 2011 alle circa 645 mila del 2024, con un calo del 16%. Un ridimensionamento strutturale che ridisegna la geografia economica delle città e dei piccoli centri. Nel Nord Est la dinamica è ancora più evidente. In Veneto e in Friuli Venezia Giulia il commercio di prossimità arretra infatti più della media nazionale, con una contrazione dell’11% delle attività tra il 2015 e il 2024.
UNA QUESTIONE SOCIALE È un processo che modifica equilibri settoriali, redistribuisce occupazione e concentra il giro d’affari in comparti specifici. Ma dietro i numeri si muove qualcosa di più profondo: un cambiamento che incide sulla struttura economica dei territori e sulla loro tenuta sociale.
In Veneto, tra il 2015 e il 2024, le localizzazioni attive del commercio di prossimità sono diminuite dell’11%. I settori più colpiti sono: Cultura e svago: -28%; Tessile, abbigliamento e accessori: -23%; Ferramenta: -17%
L’unico comparto in crescita è la Ristorazione (+15%). Sul piano territoriale, se Rovigo (-18%) e Belluno (-17%) registrano i cali più marcati, la provincia di Treviso mostra una resilienza specifica, pur all'interno del trend regionale, con una crescita significativa degli addetti del settore (+18%).
LO STUDIO DI NOMISMA Questi numeri raccontano una trasformazione strutturale che porta a meno presidi nei quartieri e meno luoghi di socialità diffusa. Parte da qui lo studio “Il valore della reciprocità”, condotto da Nomisma nell’ambito dell’omonimo Osservatorio. Francesco Capobianco (Head of Public Policy di Nomisma) evidenzia come la reciprocità tra imprese locali possa rappresentare una leva concreta per contrastare la desertificazione e generare valore condiviso sul territorio.
I NUMERI DELL’OCCUPAZIONE Nel Nord Est, il quadro economico mostra una dinamica ambivalente. In Veneto gli addetti del commercio di prossimità crescono complessivamente del 17%. Oltre ai picchi nella ristorazione e nell'edilizia, si nota il dato positivo di Treviso (+18%) per quanto riguarda l'aumento dei lavoratori nel settore. I ricavi delle piccole imprese di capitali in regione aumentano del 23%.
L’INFRASTRUTTURA SILENZIOSA La crisi del commercio di prossimità va letta su due piani: economico e sociale. Ogni serranda che si abbassa riduce uno spazio di incontro e un frammento di comunità. Nei territori del Veneto, la rete diffusa di piccoli esercizi ha storicamente rappresentato un’infrastruttura silenziosa della coesione; la sua scomparsa rischia di lasciare vuoti relazionali incolmabili.
