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15 Settembre 2026Come fare il bilancio di sostenibilità volontario : guida pratica al VS
Come fare il bilancio di sostenibilità volontario : guida pratica al VS
Il bilancio di sostenibilità non è solo una prerogativa delle grandi aziende. Anche le aziende non obbligate (con meno di 1000 dipendenti e un fatturato inferiore a 450 milioni di euro) possono rendicontare i propri impatti ambientali, sociali e di governance. Non per obbligo normativo, ma per un vantaggio concreto: accesso al credito più agevole, filiera più solida, reputazione più forte sul territorio.
Tuttavia, per molte aziende redigere un bilancio di sostenibilità implica spesso ricorrere a consulenti e grafici, sostenendo una spesa significativa di decine di migliaia di euro. Non è così. Se hai già le bollette energetiche, i registri del personale e qualche dato sulla sicurezza, hai già in mano la maggior parte di quello che serve alla stesura di una rendicontazione di sostenibilità.
In questo articolo vediamo come fare un bilancio di sostenibilità seguendo i voluntary standard in modo strutturato, accessibile e senza sprecare risorse.
Perché un bilancio di sostenibilità volontario conviene.
L’idea che la rendicontazione di sostenibilità sia una faccenda per grandi gruppi quotati in borsa, con uffici ESG dedicati e budget importanti, è comprensibile. Ma è sempre meno vera.
Banche e istituti di credito stanno progressivamente integrando i dati ESG nelle loro valutazioni del merito creditizio. Il documento “Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche”, promosso dal MEF , lo dice chiaramente: chi fornisce informazioni strutturate sulle proprie performance ambientali, sociali e di governance accede a condizioni migliori del credito. Non è un dettaglio marginale per chi dipende dal credito bancario per investire e crescere.
Dopodiché, entra in gioco la dimensione della filiera. Le grandi aziende soggette alla direttiva CSRD devono rendicontare anche gli impatti dei propri fornitori. Se sei un fornitore di un’impresa obbligata, prima o poi potrebbe arrivarti una richiesta di dati ESG. Chi si fa trovare pronto ha più possibilità di mantenere il contratto.
Infine, c’è la reputazione sul territorio. Un’azienda che sa raccontare in modo trasparente il proprio impegno per i propri collaboratori, per l’ambiente e per la comunità locale costruisce fiducia. E la fiducia, nel tessuto delle aziende italiane, vale quanto il fatturato.
Tutto questo senza alcun obbligo normativo per la tua azienda: la rendicontazione rimane volontaria. Ma proprio per questo, chi la fa adesso guadagna un vantaggio reale rispetto a chi aspetta.
Lo standard VS: cosa cambia per le imprese non obbligate
Quando si parla di rendicontazione non finanziaria, il primo riferimento che viene in mente sono gli ESRS — gli European Sustainability Reporting Standards — i standard obbligatori per le grandi imprese assoggettate alla direttiva CSRD. Sono standard complessi, articolati, pensati per realtà strutturate con risorse dedicate.
Lo standard pensato per le aziende non obbligate alla CSRD si chiama VS — Voluntary Standard (ex VSME) — pubblicato dall’EFRAG, l’organismo europeo che definisce i principi contabili. È proporzionato, accessibile e costruito su un principio chiaro: se un’informazione non è rilevante per la tua attività, puoi ometterla.
Il VS si articola in due livelli. Il Modulo Base comprende le informative fondamentali — dati energetici, emissioni, personale, sicurezza, governance — consigliato sia per le microimprese sia per le aziende che redigono la loro prima rendicontazione di sostenibilità . Il Modulo Comprensivo è consigliato per le aziende più mature e permette di approfondire temi specifici e di sviluppare il proprio impegno rispetto ai temi di sostenibilità.
Cosa significa in pratica? Che una PMI manifatturiera con trenta collaboratori può redigere una rendicontazione di sostenibilità credibile e conforme a uno standard europeo riconosciuto, partendo dai dati che già possiede: bollette energetiche, registro infortuni, dati sulle ore di formazione. Non serve costruire un sistema di raccolta dati da zero. Serve organizzare quello che esiste già.
Come fare il bilancio di sostenibilità volontario per la tua azienda in autonomia
La domanda che si pone ogni imprenditore pratico è sempre la stessa: da dove si comincia? La risposta è meno complicata di quanto sembri.
Il processo si sviluppa in fasi logiche e sequenziali:
Un aspetto spesso sottovalutato è il coinvolgimento dei collaboratori. Chi lavora ogni giorno in azienda conosce pratiche virtuose che non sono mai state formalizzate. Raccogliere queste informazioni è già un atto di valore, prima ancora di scrivere una riga di report.
Strumenti accessibili per la rendicontazione non finanziaria
Uno degli ostacoli più citati dalle aziende che vogliono redigere un bilancio di sostenibilità volontario è il costo: si pensa che fare una rendicontazione non finanziaria richieda una consulenza specialistica da decine di migliaia di euro. In alcuni casi è così, ma non è l’unica strada.
Esistono oggi software dedicati che guidano l’azienda nella raccolta e strutturazione dei dati ESG, generando report conformi agli standard europei senza richiedere competenze tecniche avanzate.

Noi di TreCuori abbiamo sviluppato Contabilità-ESG: una piattaforma concepita per semplificare la raccolta, il monitoraggio e la rendicontazione dei dati di sostenibilità secondo lo standard VS , con un’interfaccia guidata dall’intelligenza artificiale pensata appositamente per rendere il processo accessibile anche alle PMI. Non è uno strumento per grandi gruppi: è costruito per chi ha poco tempo, poche risorse e tanta voglia di fare le cose per bene.
Anche l’EFRAG mette a disposizione template gratuiti scaricabili direttamente dal proprio sito, utili per chi vuole iniziare con un approccio manuale prima di investire in una piattaforma strutturata.
Il punto non è trovare lo strumento perfetto al primo tentativo. È iniziare: fotografare le pratiche esistenti, dare loro un nome, misurarle. Ogni azienda che lo fa scopre quasi sempre di fare già più di quanto pensasse.
Il primo passo vale più di mille report perfetti
Fare un bilancio di sostenibilità da soli non significa fare tutto alla perfezione al primo tentativo. Significa iniziare a guardare la propria azienda con occhi diversi: quanta energia consuma, come tratta i collaboratori, che rapporto ha con il territorio in cui opera. Queste informazioni esistono già. Manca solo il processo per raccoglierle e raccontarle.
Le aziende che iniziano oggi si trovano avvantaggiate domani — davanti alla banca, nella filiera, nei bandi. Non perché abbiano un documento in più, ma perché hanno imparato a misurare quello che conta davvero.
Il nostro team è pronto a rispondere alle tue domande e accompagnarti nella strutturazione della tua rendicontazione di sostenibilità volontaria senza farti travolgere da consulenze costose o standard pensati per le multinazionali, grazie alla nostra piattaforma Contabilità-ESG.
