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22 Settembre 2026Doppia materialità ESG: guida pratica alla matrice di impatto
Negli ultimi anni il termine doppia materialità è entrato con forza nel lessico della sostenibilità. La sua diffusione è legata principalmente all’evoluzione della normativa europea e, in particolare, agli standard di rendicontazione ESRS sviluppati da EFRAG. Per molte piccole e medie imprese, tuttavia, questa espressione continua a evocare qualcosa di distante dalla realtà quotidiana: un concetto complesso, ricco di terminologia tecnica e apparentemente destinato soltanto alle grandi aziende.
È una percezione comprensibile. Le imprese sono abituate a confrontarsi con bilanci, budget, business plan e analisi economico-finanziarie. Quando si parla di doppia materialità, invece, entrano in gioco termini come impatti, stakeholder, catena del valore, materialità finanziaria e materialità d’impatto, che rischiano di trasformare un’idea relativamente semplice in un esercizio teorico difficile da comprendere.
Eppure, se ci si libera per un momento del linguaggio normativo, emerge una realtà molto diversa. La doppia materialità non rappresenta un nuovo adempimento burocratico, ma un modo più evoluto di osservare l’impresa. È, in sostanza, un’estensione dell’analisi del rischio che ogni imprenditore svolge quotidianamente, spesso senza nemmeno rendersene conto.
La doppia materialità non chiede soltanto di analizzare ciò che può influenzare l’impresa, ma anche di comprendere quali effetti l’impresa produce sull’ambiente, sulle persone e sul contesto economico e sociale in cui opera. È proprio questa seconda prospettiva a rappresentare la vera innovazione introdotta dagli standard europei.
In altre parole, la domanda non è più soltanto: “Quali eventi potrebbero incidere sul mio business?” Diventa anche: “Quali conseguenze genera il mio modo di fare impresa?”
Queste due domande costituiscono il cuore della doppia materialità.
La prima riguarda quella che gli ESRS definiscono materialità d’impatto. L’azienda osserva sé stessa e cerca di comprendere come le proprie attività incidano sulle persone, sull’ambiente e sulla società. Non si tratta soltanto di valutare gli aspetti negativi, come le emissioni o i rifiuti prodotti, ma anche gli effetti positivi, ad esempio la creazione di occupazione stabile, gli investimenti nella formazione, il sostegno al territorio o l’innovazione di prodotti e servizi che migliorano la qualità della vita.
La seconda riguarda invece la materialità finanziaria. In questo caso il punto di osservazione si ribalta. L’impresa guarda verso l’esterno e si domanda quali cambiamenti ambientali, sociali, economici o normativi potrebbero influenzarne la capacità di creare valore nel tempo. L’aumento del costo dell’energia, la scarsità di personale qualificato, l’evoluzione delle aspettative dei clienti, l’introduzione di nuove normative ambientali o le difficoltà nella catena di fornitura rappresentano tutti esempi di fattori esterni che possono incidere sulla performance aziendale.
Che cos'è la "materialità"? Che cos'è l'analisi di materialità?
La doppia materialità è il processo attraverso cui un’azienda identifica i temi di sostenibilità realmente rilevanti (“materiali”) per il proprio business e per i propri stakeholder. L’obiettivo è comprendere quali questioni ambientali, sociali e di governance meritano maggiore attenzione, gestione e rendicontazione, evitando di concentrarsi su aspetti poco significativi.
Il concetto, formalizzato per la prima volta dalla Commissione europea nelle sue Linee guida del 2019 sulla rendicontazione non finanziaria: Supplemento sulla rendicontazione delle informazioni relative al clima, è stato reso un obbligo giuridico vincolante dalla Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD), adottata con la Direttiva (UE) 2022/2464.
Per le imprese che redigono la loro prima dichiarazione di sostenibilità, la doppia materialità è il concetto di maggiore rilevanza nell’intero quadro di rendicontazione. Essa determina l’ambito di applicazione del rapporto, gli argomenti che devono essere trattati, i dati che devono essere raccolti e le informazioni che devono essere fornite — o omesse, previa spiegazione.
Secondo l’approccio di doppia materialità, le aziende sono chiamate ad effettuare una doppia analisi:
- valutazione dell’impatto socio-ambientale delle attività aziendali verso il mondo esterno (materialità d’impatto);
- valutazione dell’impatto che le conseguenze sul mondo esterno del primo punto hanno a loro volta sul valore finanziario dell’azienda (materialità finanziaria).
Materialità finanziaria (approccio “outside-in”): quando l'esterno entra nei conti
La rilevanza o materialità finanziaria riguarda le questioni di sostenibilità che determinano, o che si può ragionevolmente prevedere determinino, effetti finanziari sull’impresa. Tali effetti possono incidere sullo sviluppo, sui risultati, sulla posizione finanziaria, sul costo del capitale o sull’accesso ai finanziamenti, in un orizzonte temporale a breve, medio e lungo termine.
Vengono considerati elementi come:
- cambiamento climatico, rischi ESG e normative ambientali. Eventi climatici estremi, nuove regolamentazioni o una maggiore esposizione ai rischi di transizione possono generare conseguenze economiche dirette per l’azienda. Questi aspetti stanno assumendo un peso crescente anche nelle valutazioni del settore finanziario: banche e istituzioni come la BCE stanno progressivamente integrando i rischi climatici nella valutazione del credito e delle garanzie finanziarie.
- richieste degli stakeholder e preferenze dei consumatori. Ad esempio, se i clienti manifestano una maggiore sensibilità nei confronti della sostenibilità dei prodotti, le aziende che non soddisfano queste aspettative avranno performance minori. Viceversa, le aziende che offrono prodotti con certificazione di sostenibilità avranno un vantaggio.
- reputazione aziendale. Se un’azienda non rispetta i suoi lavoratori, oppure non gestisce i suoi rifiuti in maniera sostenibile, il suo brand può risentirne e, di conseguenza, le vendite diminuiranno.
I criteri per la valutazione della rilevanza finanziaria sono:
- Entità — l’entità dell’impatto finanziario sull’impresa
- Probabilità — la probabilità che l'effetto finanziario si verifichi
- Orizzonte temporale — a breve termine (fino a un anno), a medio termine (da 1 a 5 anni), a lungo termine (oltre 5 anni)
Il concetto di rilevanza finanziaria dell’ESRS è in linea con quello definito dall’IFRS S1, consentendo l’interoperabilità con il quadro normativo dell’International Sustainability Standards Board attraverso le Linee guida congiunte EFRAG–ISSB sull’interoperabilità.
Materialità d'impatto: cosa lascia la tua azienda nel territorio
La rilevanza degli impatti (approccio “inside-out”) si riferisce agli impatti effettivi e potenziali — positivi e negativi — dell’impresa sull’ambiente e sulle persone, inclusi i lavoratori, gli attori della catena del valore, le comunità interessate e i consumatori o gli utenti finali. La valutazione viene effettuata indipendentemente dal fatto che l’impatto abbia o meno conseguenze finanziarie per l’impresa stessa.
I criteri per la valutazione della rilevanza dell'impatto sono:
- Entità — quanto grave è l’impatto sulle persone o sull’ambiente
- Portata — quanto è esteso l’impatto (numero di persone coinvolte, estensione geografica)
- Irrimediabilità — la difficoltà di invertire o riparare il danno
- Probabilità — solo per gli impatti potenziali, la probabilità che si verifichino
Per quanto riguarda i potenziali impatti negativi sui diritti umani, l’ESRS 1 §45 specifica che la gravità ha la precedenza sulla probabilità.
Come effettuare un’analisi di doppia materialità?
Il processo per effettuare un analisi di doppia materialità viene descritto negli ESRS, integrati dalle Linee guida di applicazione dell’EFRAG, che non hanno carattere vincolante. L’EFRAG IG 1 “Materiality Assessment Implementation Guidance”, finalizzata nel maggio 2024.
L’EFRAG IG 1 definisce un processo in quattro fasi basato sui principi.
Fase 01 — Analizzare il contesto organizzativo
Il primo passo consiste nel delineare un quadro chiaro dell’iniziativa, della sua catena del valore e delle parti interessate. Ciò significa mappare il modello di business, le attività principali, l’impronta geografica e le relazioni significative a monte e a valle. Significa inoltre identificare due gruppi distinti di parti interessate: le parti interessate coinvolte (quelle su cui hanno un impatto le attività dell’iniziativa, compreso l’ambiente) e gli utenti delle dichiarazioni di sostenibilità (investitori, finanziatori, autorità di regolamentazione, controparti).
Il coinvolgimento delle parti interessate è fondamentale ai fini della valutazione della rilevanza dell’impatto. L’EFRAG IG 1 chiarisce che il coinvolgimento può essere diretto (con le parti interessate stesse) o indiretto (tramite rappresentanti o esperti) qualora il coinvolgimento diretto non sia fattibile.
In pratica, il coinvolgimento delle parti interessate assume diverse forme:
- Sondaggi — questionari strutturati sottoposti a dipendenti, fornitori, clienti o comunità:
- Interviste — dialogo semi-strutturato con rappresentanti delle parti interessate;
- Workshop — sessioni guidate con team interni interfunzionali e parti interessate esterne
Fase 02 — Individuare gli impatti, i rischi e le opportunità
Partendo dall’ESRS 1 AR 16 come elenco di riferimento dei temi, integrato da considerazioni specifiche per settore ed entità, l’impresa elabora un elenco indicativo di impatti, rischi e opportunità (IRO). Questi devono essere collocati nell’ambito delle proprie operazioni, della catena del valore a monte e della catena del valore a valle. Ciascun IRO viene classificato come effettivo o potenziale, positivo o negativo
Fase 03 — Valutare e assegnare un punteggio
Ogni IRO viene valutato in base ai criteri di rilevanza pertinenti. L’impresa stabilisce delle soglie oltre le quali un IRO viene considerato rilevante. Le soglie possono essere qualitative o quantitative, ma devono essere documentate con una motivazione a sostegno. Ai sensi dell’ESRS semplificato, l’analisi qualitativa è sufficiente laddove la conclusione sia chiara: l’onere probatorio è stato ridotto rispetto all’ESRS originale
Fase 04 — Relazione e documentazione
La fase finale è quella della divulgazione. Il processo dell’analisi di doppia materialità stesso deve essere descritto.
I risultati dell’analisi si rappresentano spesso in una matrice di materialità che incrocia la rilevanza d'impatto e quella finanziaria. Per molte imprese il clima si colloca in alto su entrambe le dimensioni: emettono gas serra (impatto) e sono esposte a rischi e opportunità climatiche (finanziario). La matrice aiuta a comunicare le priorità, ma non sostituisce la valutazione rigorosa degli IRO che la precede.
Doppia materialità e PMI: perché conviene anche senza obbligo
Le piccole e medie imprese (PMI) possono erroneamente percepire la doppia materialità come una pratica riservata ai grandi gruppi. Al contrario, il principio è fondamentale anche per le PMI, in particolare quelle che operano in catene di fornitura di imprese soggette alla CSRD o che desiderano accedere a finanziamenti sostenibili.
A seguito delle modifiche al campo di applicazione apportate dalla direttiva (UE) 2026/47, le aziende obbligate a redigere una rendicontazione di sostenibilità (e dunque a realizzare un’analisi di doppia materialità) sono le imprese dell'UE con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro, oppure un totale di bilancio superiore a 25 milioni di euro.
Le imprese al di sotto di tali soglie — compresa la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese — non rientrano nell’ambito di applicazione obbligatorio. Le PMI che, ciononostante, ricevono richieste di dati sulla sostenibilità da controparti rientranti nell’ambito di applicazione possono allinearsi volontariamente allo Standard Volontario per le PMI (VSME), che prevede una valutazione semplificata della materialità.
Per una PMI, effettuare un’analisi di doppia materialità significa prendere decisioni più consapevoli. Significa comprendere che investire nell’efficienza energetica non produce soltanto benefici ambientali, ma riduce anche l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia. Significa capire che migliorare il clima aziendale non rappresenta soltanto un’iniziativa sociale, ma uno strumento per attrarre competenze e ridurre il turnover. Significa, infine, riconoscere che costruire rapporti solidi con fornitori e clienti aumenta la resilienza dell’intera organizzazione.
Da questo punto di vista, il risultato finale della doppia materialità non dovrebbe essere una matrice colorata o un capitolo del report di sostenibilità.
Il vero risultato è molto più concreto: una mappa condivisa delle questioni realmente importanti per l’impresa, una migliore comprensione dei principali rischi e delle opportunità strategiche e, soprattutto, una base solida su cui costruire decisioni, investimenti e obiettivi di miglioramento.
In definitiva, la vera domanda che una PMI dovrebbe porsi non è se sia obbligata o meno ad applicare la doppia materialità. La domanda più utile è un’altra: quanto può migliorare la qualità delle mie decisioni se inizio a osservare l’azienda da due prospettive anziché da una sola?
Misurare per crescere: la sostenibilità come scelta strategica
La doppia materialità non è un esercizio burocratico e non introduce temi completamente nuovi. Offre, piuttosto un metodo strutturato per collegare fenomeni che in passato venivano analizzati separatamente. Rappresenta un’evoluzione naturale delle metodologie di risk management già conosciute dalle imprese. Obbliga il management a superare una visione esclusivamente interna dell’organizzazione e ad adottare un approccio sistemico.
Le PMI che iniziano oggi a costruire la propria matrice di materialità ESG si trovano domani in una posizione più solida: con i fornitori, con le banche, con i clienti e con i propri collaboratori. Non perché «fa bene all'immagine», ma perché chi misura sa dove migliorare.
Se vuoi capire da dove iniziare con l'analisi di doppia materialità — senza competenze tecniche avanzate né consulenze fuori scala — la piattaforma di Contabilità ESG di TreCuori è costruita per rendere accessibile la rendicontazione di sostenibilità anche alle PMI.
