L’AZIONE – Welfare aziendale, le buone pratiche della Marca Trevigiana



Articolo sul Welfare aziendale

 

Imprenditori e dirigenti hanno condiviso esperienze di successo di welfare aziendale nella Marca Trevigiana a “Ecosistemi di vita e di lavoro”, convegno organizzato dal Coordinamento Enti Gestori nell’Aula Civica del Museo della Battaglia a Vittorio Veneto.

Già 150 persone lavorano da casa un giorno alla settimana, e presto diventeranno 400, alla Benetton a Ponzano. Perché, come ha sottolineato Giuseppe Cavattoni, global HR manager del gruppo, lo smart working non è più solo un’opzione. Prendersi cura del capitale umano è fondamentale anche per rimanere sul mercato ed attrarre le migliori professionalità. Lo smart working è parte del programma di welfare aziendale “Benetton per te”.

Assistenza fiscale per la dichiarazione dei redditi, microcredito etico e centri estivi per i figli sono tra i servizi garantiti ai dipendenti della EcorNaturaSì di San Vendemiano. Dove l’obbiettivo più alto è creare un senso di comunità. “Perché il senso di comunità – ha sottolineato con entusiasmo il presidente dell’azienda del biologico Silvio Fabio Brescacin-, come diceva Adriano Olivetti, è una forza imprenditoriale che nei momenti più difficili salva l’azienda, e salva le persone”.

Un welfare aziendale a misura anche di una PMI da 40 dipendenti, con un credito welfare utilizzabile anche per la retta del nido o il corso di cucina, variabile a seconda se il dipendente sposato o no e della presenza di figli: è il sistema a regime, da qualche settimana, alla B+B International di Montebelluna, ne ha parlato al convegno la welfare manager Federica Gallina.

Il cofondatore Alberto Fraticelli ha raccontato Tre Cuori, società benefit di Conegliano, e i suoi progetti che fanno interagire mondo del sociale, economia di mercato e persone, con ricadute positive per il territorio. Un punto di forza di Tre Cuori è che i pacchetti welfare sono spendibili in praticamente tutti gli esercizi commerciali. E gli acquisti quotidiani possono generare contributi per le realtà non profit preferite dal consumatore.

Questi sono alcuni esempi virtuosi del cambiamento del “secondo welfare”, che integra il welfare pubblico portando una diversa prospettiva.

Vorrebbero promuovere questo cambiamento, ed esserne protagonisti, le quattro realtà del Coordinamento: le cooperative Fenderl, Fai e Sorgente e la Fondazione Piccolo Rifugio.

“Auspichiamo – ha detto Massimo Ciacchi, presidente del Coordinamento – una stretta sinergia tra privato sociale, mondo profit ed enti pubblici per progettare nuove forme di welfare di comunità e dar risposta al mutamento della domanda di protezione sociale. Oggi inizia un percorso di sensibilizzazione: in prossimi eventi esploreremo forme di secondo welfare presenti nel nostro territorio per promuovere la crescita del welfare comunitario”.

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